venerdì 4 aprile 2008

IO..GLI ALTRI..I PROF..LA MATEMATICA..LA SCUOLA..

Che dire della matematica?forse per tanto tempo, dalle elementari fino alle superiori, è stata la materia che mi ha affascinata di più in assoluto..così chiara da un lato,con i suoi numeri e la sua oggettività,così complicata dall’altro,piena di diverse possibili scelte,diversi metodi e ragionamenti, eppure alla fine un unico risultato..E’ questa “passione” che dopo la terza media mi ha indirizzata verso il liceo scientifico ed in particolare verso il “PNI”,ovvero l’indirizzo informatico..è lì che mi si è aperto un mondo tutto nuovo,in cui la “scienza”che avevo conosciuto si faceva più difficile,tante volte incomprensibile e non sempre c’è stato qualcuno disponibile a spiegarla e a farla apprezzare..o forse semplicemente non in grado di entusiasmarti e di convincerti del fascino della materia che spesso, invece, appare come qualcosa di arido,sterile..vorrei fare una premessa che dovrebbe in teoria servire a spiegare la stima che ho per i numeri ma come mai,nonostante questo,abbia deciso di metterci una pietra sopra..la Matematica, la Fisica o le scienze in genere sono per pochi eletti..tutti siamo in grado di imparare le tabelline,le operazioni,le equazioni,i sistemi..quasi tutti arriviamo a intuire che diavolo sono gli integrali,le derivate ma solo pochi sanno davvero entrare in quella realtà e capirla a fondo..lo studio e la dedizione in questo caso non possono bastare..c’è bisogno di mente aperta,tanta predisposizione,intuito,destrezza e solo in pochi hanno capacità tali da riuscire ad immedesimarsi negli infiniti problemi e quesiti che la scienza ci propone..perché in effetti le scienze sono qualcosa che cambia sempre..sono in continua evoluzione,capaci di scoprire e farti scoprire aspetti impensabili,di porti domande impossibili..con la consapevolezza che la risposta non esiste ma con l’intento di lanciarti una sfida..per trovare qualcuno che quella risposta la trovi in qualche modo o che se non altro provi a cercarla..credo sia questo il senso della matematica..all’apparenza un qualcosa che si basa solo su dati certi,su numeri esatti,su problemi che devono tornare a tutti i costi..in realtà qualcosa di molto più ampio..alla fine non è importante tanto il risultato..il valore che ti torna..ma il percorso che hai fatto per arrivarci..perché di sicuro ti ha aiutato a “pensare” e soprattutto a pensare da solo,a sperimentare un nuovo metodo di ragionamento..Per me la matematica dovrebbe essere soprattutto questo,al di là dell’oggettività del calcolo e nonostante pensi che non tutti possano capirla allo stesso modo e allo stesso livello di difficoltà ritengo anche che comunque tutti dovrebbero provare a studiarla..per tutti dovrebbe esserci un qualcuno più esperto e più capace che un minimo sia in grado di avvicinarlo alla materia..è ovvio,come sempre tutto dipende dalle pretese,dall'ambito in cui viene studiata e quindi dal contesto..un universitario che frequenta il corso di matematica dovrà sapere e studiare tutto,dovrà dare importanza all'esattezza e alla precisione che la materia richiede,dovrà sviluppare logica,apertura mentale,da un lato forse quasi pensare da filosofo,da intellettuale,perchè nella scienza ci sono tutti questi aspetti e anche molti di più..questo però spetta a chi la matematica vuole studiarla seriamente ad un livello molto alto..nel percorso precedente di studio,fino alle superiori,la scuola dovrebbe incamminarti verso la materia e non pretendere di insegnare a livelli assurdi,con l'unico risultato di imporre il ricordo puramente mnemonico di formule che dopo 10 minuti verranno cancellate..è un tentativo che fallisce sempre e che risulta essere solo uno scimmiottaggio del serio studio che verrà fatto dopo,in un percorso di vera specializzazione..piuttosto l'obiettivo potrebbe essere quello di farti apprezzare l'importanza della logica matematica nella vita reale,di tutti giorni come del resto nel mestiere che noi futuri medici sogniamo di fare..ed in questo tipo di contesto l'approccio dovrebbe essere più stimolante.. tutti questi aspetti mancano nella realtà scolastica di oggi..probabilmente dovrei estendere il discorso a tutte le materie e a tutto il sistema in generale..nella scuola moderna si tende a dare tanta importanza alla memorizzazione e poco all’assimilazione, al ragionamento,all’idea brillante,all’originalità..è tutto molto piatto,poco accattivante e prevedibile..l’insegnante a lezione spiega come svolgere l’esercizio..ti propina 3 o 4 metodi già pronti che non devi far altro che seguire..ti assegna le pagine da studiare e indirettamente ti dice “arrangiati”..tanti insegnanti sembrano portare loro stessi un peso sulle spalle a dover insegnare a noi come fare,quasi come se quella materia che dovrebbe piacer loro tanto,li annoiasse,come se non vedessero l’ora di averti detto quelle tre cosucce fondamentali per potersi dedicare ad altro..credo di averlo sperimentato a sufficienza di persona per poter dire che in pochi comunicano passione per il proprio mestiere e in pochissimi ti rendono partecipe veramente del loro lavoro..alla fine in una materia come la matematica sarebbe bello addentrarsi insieme,studenti e insegnanti..per imparare ognuno qualcosa dall’altro..il professore senza dubbio ha tutte le conoscenze scientifiche e quindi gli strumenti per risolvere il quesito..ma i ragazzi tante volte hanno idee,genialità..e forse sarebbe questa la strada giusta per appassionarci,quella della “trovata improvvisa”,magari la discussione in gruppo,il confronto reciproco..ma non solamente al momento dell’interrogazione o del compito,piuttosto prima, quando si tratta di capire quello che si studia..è un peccato che questo non ci sia nella nostra scuola,perché è davvero demotivante..a me la matematica piaceva eppure a un certo punto ho cominciata a studiarla come se fosse un elenco della spesa,imparando teoremi e corollari a memoria,eseguendo gli esercizi meccanicamente in funzione dell’atteso voto del compito..e studiare così non è affatto piacevole,né utile..non ti lascia niente se non la non voglia di continuare..tant’è vero che alla fine dei 5 anni non la sopportavo più(nonostante la prof. fosse preparatissima)!Ci vorrebbe un nuovo metodo di studio,con professori diversi..ci vorrebbe quello che sognano gli studenti..una scuola in cui non esiste più la sola lezione frontale..non più l’insegnante dietro la cattedra autoritario,superiore perché è lui ad aver studiato prima di te;sarebbe bello se le lezioni comunicassero qualcosa in più e se soprattutto coinvolgessero un po’ di più i diretti interessati..cavoli..in fondo siamo NOI a dover imparare,noi che dobbiamo capire!!Non ha senso imparare alla perfezione tutte le ipotesi del teorema di Rolle o di Lagrange senza sapere minimamente cosa ci sta dietro!Così come è assurdo imparare a pappagallo le 50 pagine di storia che devi preparare per l’interrogazione e poi non saper collocare nel tempo gli eventi più importanti..o aver già dimenticato a distanza di 1 mese le 50 pagine precedenti che il prof ti aveva obbligato a studiare all’interrogazione prima!
Esperienza allucinante con il prof di mate e fisica del terzo anno:la votazione del compito viene fuori da una serie di votini messi in una griglia che prevedono soprattutto di verificare la correttezza del risultato,i minimi passaggini,ogni piccolissimo errore di calcolo comporta la lapidazione..chi se ne frega di come hai fatto a trovare il risultato!
Ancor più assurdi gli esami di fisica o di chimica di alcune facoltà:devi leggere gli esercizi,svolgerli per conto tuo e poi al prof consegnare solo un foglio con il risultato!!Ma stiamo scherzando?!cosa diavolo verifichi con un compito simile?Certo non la capacità dello studente che potrebbe tranquillamente aver copiato il numero dal ragazzo accanto!!
So che il compitino prevedeva di scrivere tutto in poche parole ma il dono della sintesi ancora non me l’hanno dato..in più quest’argomento ogni volta mi fa irritare e mi tira fuori tante cose..ne avrei avute da dire molte di più ma rischio che nessuno legga il mio post..il fatto è che la scuola ha da sempre un ruolo centrale nella mia vita..mi piace studiare ed imparare..ci tengo a fare bene e ad avere ottimi risultati però con coscienza..lo studio fine a se stesso non mi stimola..non mi arricchisce..so che è importante anche quello,per cultura personale,ma ora più che mai sto andando verso un mondo in cui dovrò trovare un lavoro e mi piacerebbe che lo sforzo che faccio adesso per imparare quante più cose possibili potesse servire davvero più avanti,e non finire in un cassettino serrato del mio cervello senza più essere recuperabile(come del resto la maggior parte delle cose che ho memorizzato negli anni senza comprenderle veramente!).Il problema del contesto qui direi che è centrale..dipende tutto da cosa ne vuoi fare delle ore passate sulle formule e sui libri..nella sola ottica di eseguire correttamente una verifica perchè il professore ti lodi è perfetto anche l'apprendimento acritico e automatico..ma la realtà di sempre è un contesto del tutto diverso in cui non ti servirà a niente aver imparato da automa,piuttosto aver pensato con criterio,con cognizione..qualcuno ha detto "la matematica può aprire la mente" e penso sia vero..sono sensibile a questo problema perché penso davvero che certe volte la scuola ti freni,invece di invogliarti ad andare avanti ti fa desiderare di smettere e questo è preoccupante perché magari c’è chi come me parte con tanta voglia di fare,poi si stufa ma continua ad impegnarsi,a farlo per sé e chi invece molla..perciò vorrei anche fare un “appello” a chi ne ha piene le scatole di questa palla: non studiate per l’insegnante o per l’esame,certo anche questo è importante ma è una cosa a parte,un altro contesto..studiate per voi..più avanti nella vostra vita i voti che avete racimolato non se li ricorderà nessuno,nemmeno voi,ma la cultura rimane e rimane il piacere di avere fatto qualcosa per la propria persona!!Ve lo dice una che se ne sta convincendo forse adesso anche se consapevole da tanto tanto tempo…Concludo ringraziando il prof per il suo modo di approcciarsi a noi, per la voglia che ha di coinvolgerci e di motivarci(credo perché a differenza della maggior parte è lui il primo ad essere motivato!),per il tempo che dedica a questa cosa condividendo con noi questa esperienza.. senza dubbio sarebbe meno impegnativo fare quelle poche ore di lezione la mattina,propinando semplici aride informazioni tecnologiche, ma altrettanto senza dubbio produrrebbe molti meno frutti..e quei pochi ottenuti,molto più scadenti!!

4 commenti:

Simply Biagio ha detto...

Wow...Non credevo che ssarei arrivato in fondo vivo...
Scherzo...Grande, scrivi cose giuste (anche se io non ci sono passato...ancora grazie Vania!!), ma te sei un carro armato, nessuno può scoraggiarti!!! Non ci crederei neanche se lo vedessi...La Chiara che non ce la fa studiare, che ha voglia di smettere...Ahhh, assurdo...Da come hai descritto le tue materie liceali mi rincuora quasi dover solo imparare a riconoscere i tessuti al microscopio!

Alessandro ha detto...

Credo che tu abbia centrato in pieno il problema: agli studenti non viene data la possibilità di appasionarsi alla matemetica. Solo in pochi riescono a "godersi" la materia senza il peso che tutti gli altri gli attribuiscono, perchè più portati. In realtà basterebbe fare un po' più di ore e rivedere i programmi di insegnamento (sin dalle elementari) per far capire a tanti di più che la matematica è più semplice di quanto si pensi. Non solo, perchè se il prof è abile riesce anche a farti capire che c'è un po' di matematica in ogni cosa. Non credo che la colpa sia degli insegnati: loro sono obbligati a seguire e a finire, spesso di corsa, programmi che sono stati redatti negli anni '50-'60!

Chiara ha detto...

Lo so Biagio che sono un osso duro per queste cose ma tante volte credimi anche a me la volgia di studiare passa..solo che ho un senso del dovere pazzesco e mi impongo di fare comunque..e in ogni caso sono troppo felice di avere cominciato l'università..alla fine qui te li detti da solo i tempi e i ritmi di studio..ed è da adesso secondo me che ti rendi conto dell'importanza di imparare per te stesso al di là di tutto..

Chiara ha detto...

Grazie ale del commento..hai ragione quando dici che la colpa non è degli insegnanti..o meglio..non è colpa loro se hanno sempre l'acqua alla gola e non fanno mai in tempo a spiegare tutto o a portare in fondo il programma..perciò è anche vero che se già non c'è il tempo per fare l'essenziale figuriamoci per adottare metodi originali e sperimentali..però credo che diventi colpa loro nel momento in cui non fanno niente per rendere le proprie lezioni un minimo interessanti,o per lasciarti qualcosa di vero,un pò di passione per esempio..e comunque la mia non è un'utopia..non dico che tutto quello a cui gli studenti aspirano debba essere raggiunto in un batter d'occhio..ma che almeno ci si incammini per quella strada..almeno ci si provi..

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