venerdì 10 febbraio 2012

Casa dolce casa..



Queste sono le mattinate "casalinghe" migliori. Quelle in cui, costretta a svegliarmi presto per studiare, mi rinchiudo in camera con i miei libri e la mia scrivania e nonostante la mente si chiuda a riccio nel tentativo di sentire solo e soltanto paroloni medici, dal resto della casa arrivano rumori di faccende, quelle che la tata Elda tre volte a settimana fa da noi, rimettendo a nuovo la casa, improfumandola e illuminandola. E così arrivano all'orecchio l'aspirapolvere, i piatti e i bicchieri a risciacquare nell'acquaio, la porta del terrazzo che si apre e si richiude alle sue spalle, lo spazzolone per dare il cencio che quando arriva agli angoli ci sbatte leggermente contro. E tutta la casa odora di nuovo e di pulito e anche studiare diventa meno faticoso. Ogni tanto bussa e " Scusa nani eh, mi daresti una manina a ripiegare il lenzuolo? Poi non ti dò più noia!" e quando è a fine, pronta per tornare a casa " Tesoro tra pochino vado via, ti saluto così poi non ti dò più fastidio". Mi dà un bacio e poco dopo esce. La porta di casa sbatte e io sono sola. La maggior parte delle volte sta a me badare a me ovviamente, nessuno torna a casa prima di sera. Ma ci sono le volte, come oggi, in cui riconosco i passi per le scale, il movimento di "quelle" chiavi che girano nella toppa, "qualcuno" che entra poggiando a terra i sacchetti della spesa. Chiude la porta e inizia ad armeggiare in cucina. E' il babbo. Quello che armeggia in cucina all'ora di pranzo può essere solo il babbo. Entra in camera e mi stampa uno dei suoi bacioni speciali e poi mi lascia studiare, torna in cucina e inizia a preparare. Devo lavarmi i capelli, ho voglia di una doccia calda in una giornata di vento gelido, vado in bagno, chiudo la porta perchè tutto il calore rimanga con me, apro l'acqua bollente. Oggi me la sono presa comoda. Due volte lo shampoo, due volte il balsamo, due volte il bagno-schiuma. Sono una da "doccia rapida" di solito. Non ho mai il tempo di farmi un bel bagno lungo e rilassante. Il getto d'acqua che cade dall'alto e in poco lava via tutto è perfetto per chi è sempre di corsa. Ma oggi no. Oggi un'oretta di tempo solo per me. Metto l'accappatoio morbido, quello rosa che asciuga all'istante senza inzupparsi d'acqua e esco fuori. Un teporino piacevole. Fumi invadono la stanza, lo specchio completamente appannato. Faccio il turbante. Il mascara è colato, sembro un clown triste, meglio struccarsi!! Metto il naso fuori dalla porta per chiedere al babbo di portarmi il phon che è rimasto da qualche parte, non ho idea dove, e dall'altra parte della casa mi investe un odorino pazzesco di lasagne e sughino di arrosto. E sono queste le mattinate "casalinghe" che amo di più. Quelle in cui in casa non sono sola e la casa non sembra solo un insieme di mura e mobili ma una copertina calda in grado di prendere vita e coccolarti, come solo le cose di casa sanno fare. Ho asciugato i capelli e ho fatto quattro treccine, tentativo probabilmente inutile di ritrovarmi stasera con una fantastica chioma boccoluta. Dimenticavo la ciliegina sulla torta. A momenti sentirò suonare il campanello. Ale mangia con noi. Sono poche le volte che è a pranzo da me e quando succede dentro di me è una festa. E' fortunato, oggi la cucina offre tante prelibatezze!! E visto che ultimamente mi sto dimostrando una brava cuochetta, vado e tento di preparare le polpettine di fagioli dell'amica Parodi. Stare ai fornelli scalda. Sarà la fiamma? O la capacità che il cibo ( e nient'altro allo stesso modo! ) possiede di mettere di buon umore e avvicinare le persone? Intanto mangio. Se poi trovo una risposta, vi dico. Buon appetito!!

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