Voglio partire. Voglio andare via. Voglio l'Africa. Voglio quel sogno.
Voglio voglio voglio e non si ottiene. Mi correggo in "vorrei", chissà che non si riveli utile. E' uno di quei periodi in cui senti così forte l'esigenza di riprendere fiato e di cambiare aria, che se solo non fosse insensato ed impossibile, farei la valigia ed un biglietto sola andata. Che poi per dove non cambia molto. Andrebbe bene purchè fosse via. Un amico mi ha consigliato un trucchetto per i momenti di insofferenza - Apri la finestra, chiudi gli occhi e fai cinque respironi profondi - I polmoni te ne sono senza dubbio grati, stufi di respirare nei dieci metri cubi di studio, ma alla fin fine quando chiudo la finestra sono sempre nel solito punto. E in certi momenti vorresti scavalcare tante ma tante caselle alla volta, come nel gioco dell'oca, per arrivare il prima possibile al traguardo o comunque ripassare dal via con la soddisfazione del bagaglio di caselle che hai già percorso. Non sopporto di accontentarmi nè di doverlo fare e allo stesso tempo non sopporto di non essere in grado di farlo. E non sopporto la rabbia che dà il non essere stati "accontentati" . Nessun capriccio, solo il desiderio di volere sempre il meglio per me, un meglio che spesso c'è e che a volte non c'è. Le volte del "non c'è" sono quelle dell'"accidenti Chiara!".
Vorrei un'aspirapolvere in grado di spazzar via. Cosa lo so io.
Vorrei che niente venisse spazzato via, semplicemente che imparassi a farmi andare bene quel qualcosa che so io.
Ma al di là di tutti i vorrei..voglio quello che ho, che è tanto e tanto di più. Di cosa lo so io.
Voglio voglio voglio e non si ottiene. Mi correggo in "vorrei", chissà che non si riveli utile. E' uno di quei periodi in cui senti così forte l'esigenza di riprendere fiato e di cambiare aria, che se solo non fosse insensato ed impossibile, farei la valigia ed un biglietto sola andata. Che poi per dove non cambia molto. Andrebbe bene purchè fosse via. Un amico mi ha consigliato un trucchetto per i momenti di insofferenza - Apri la finestra, chiudi gli occhi e fai cinque respironi profondi - I polmoni te ne sono senza dubbio grati, stufi di respirare nei dieci metri cubi di studio, ma alla fin fine quando chiudo la finestra sono sempre nel solito punto. E in certi momenti vorresti scavalcare tante ma tante caselle alla volta, come nel gioco dell'oca, per arrivare il prima possibile al traguardo o comunque ripassare dal via con la soddisfazione del bagaglio di caselle che hai già percorso. Non sopporto di accontentarmi nè di doverlo fare e allo stesso tempo non sopporto di non essere in grado di farlo. E non sopporto la rabbia che dà il non essere stati "accontentati" . Nessun capriccio, solo il desiderio di volere sempre il meglio per me, un meglio che spesso c'è e che a volte non c'è. Le volte del "non c'è" sono quelle dell'"accidenti Chiara!".
Vorrei un'aspirapolvere in grado di spazzar via. Cosa lo so io.
Vorrei che niente venisse spazzato via, semplicemente che imparassi a farmi andare bene quel qualcosa che so io.
Ma al di là di tutti i vorrei..voglio quello che ho, che è tanto e tanto di più. Di cosa lo so io.


Nessun commento:
Posta un commento